A ruota libera

21/07/2015 10:42

Lupi e api hanno qualcosa da insegnarci – “Appartenere a un gruppo” è una delle esigenze basilari dell’essere umano. Nel mondo animale questo forte senso di appartenenza e organizzazione sociale lo ritroviamo sia nei lupi sia nelle api. Forse, ci fanno così paura perchè sono molto simili a noi?

 

 

Spesso le paure sono causate da luoghi comuni, da ricordi sfuocati o dall’ignoranza.

Spesso abbiamo terrore di un animale con un carattere selvaggio, perchè vediamo in lui un aspetto crudele, pulsioni irrefrenabili tali da spingerlo ad attentare alla vita degli uomini e a minacciarne l’incolumità.

Solitamente, fin da bambini, il lupo viene considerato un animale feroce e pericoloso di cui tutti hanno paura.

Tra le fiabe italiane, celeberrima è la fiaba di Cappuccetto Rosso.

Al bambino la favola insegna che c’è un lupo cattivo e pericoloso che divora Cappuccetto Rosso e la sua nonna. In altre fiabe inganna i piccoli capretti e li inghiotte, nonostante le raccomandazioni della mamma di non aprire a nessuno.

 

Cosa abbiamo in comune con il lupo?

Il lupo è un animale molto sensibile e intelligente. Un animale che si prende cura dei suoi cuccioli, protegge la sua famiglia e ha bisogno di essere parte di qualcosa: il branco.

Infatti, proprio come l’uomo, questi animali occupano vaste aree del territorio, vivono in branchi con strutture sociali e hanno un’incredibile capacità di adattamento.

Una delle loro caratteristiche principali, che si denota anche negli esseri umani, è l’alto grado di organizzazione sociale.

 

I branchi sono in genere delle unità familiari all’interno delle quali esiste una gerarchia ben definita, una gerarchia di tipo piramidale, al cui vertice troviamo un maschio e una femmina dominanti, detti Alfa, che ribadiscono la propria leadership determinando l’inizio di molte attività primarie del branco quali la caccia, la difesa del territorio e gli spostamenti.

 

Nel branco ogni lupo ha un ruolo ben preciso: gli Alfa comandano tutto il gruppo, i Beta comandano i lupi di medio rango e poi c’è un lupo particolare: il lupo cosiddetto Omega.

Il lupo Omega viene considerato da tutti l’esemplare un po’ più “tonto” degli altri, però, per gli scienziati ricopre un ruolo importantissimo.

Il lupo Omega tende ad invogliare al gioco e cerca di stemperare i conflitti all’interno del branco subendo anche vere e proprie crudeltà da parte dei compagni. Il lupo Omega, però,  accetta e subisce i dispetti senza reagire, solo per poter stare in gruppo e far sopravvivere così il branco.

La sua unica alternativa sarebbe andarsene e cercare avventura in un altro branco, ma sono episodi molto rari, perché il lupo ha un fortissimo senso di appartenenza al proprio gruppo.

 

Nel mondo animale questo forte senso di appartenenza e organizzazione sociale lo ritroviamo anche nelle api.

Le api sono gli insetti sociali per eccellenza, vivono in comunità numerose e organizzate, in cui tutti i membri si adoperano per un fine comune.

Esse hanno un unico obiettivo comune e agiscono in funzione di questo per il bene dell’intero gruppo (senso di appartenenza). Sono insetti molto laboriosi, ogni ape è disposta, senza esitazione, a dare la propria vita per difendere la collettività.

 

La loro società è divisa in tre caste: la regina, le operaie e le api fucaiole. Ognuna con una propria importante funzione altamente specializzata.

L’alveare, del resto, è l’immagine della società almeno tanto quanto la società è l’immagine dell’alveare.

 

“Appartenere a un gruppo” è una delle esigenze basilari dell’essere umano.

 

L’appartenenza non è tanto un fatto amministrativo (“sono dipendente dell’azienda…”) ma un fattore emotivo e psicologico.

Non possiamo imporre a nessuno di “appartenere”. Possiamo solo creare le premesse affinché qualcuno possa sentirsi appartenente a un qualcosa e quando c’è senso di appartenenza, c’è impegno, identificazione, ricerca di fare meglio, soddisfazione, comunicazione aperta, presa in carica, coinvolgimento emotivo.

 

Ufficio marketing: Come hai detto fino adesso, sia nelle api sia nei lupi l’individualità passa in secondo piano. Il sacrificio per il gruppo nella società di oggi, che si tratti di un contesto lavorativo o di un contesto sociale, non è però così scontato, anzi.

Oggi, la società è individualista, ad esempio nel lavoro ognuno  pensa alla propria carriera… esiste ovviamente il lavoro di squadra ma i lupi e le api sono utopia.

Fabio: Non sono del tutto d’accordo. Oggi, la mia carriera esiste perché durante il mio percorso lavorativo mi è capitato, più volte, di aver avuto bisogno del sostegno dei miei colleghi. Il gioco di squadra mi è servito per arrivare fino a qua.

 

Ufficio marketing: Certo, prima o poi nella vita arriva il momento in cui devi fare affidamento sugli altri. Però convieni  che la società di oggi è individualista? Credo che il discorso del sacrificio possa valere in un contesto familiare. Il genitore si sacrifica per un figlio, un fratello si sacrifica per la sorella. In un gruppo di amici, o addirittura tra colleghi di lavoro, è un’aspirazione veramente alta quella del lupo Omega che accetta di subire angherie.

Oggi, infatti, uno dei più grandi problemi che la società moderna deve affrontare, consiste nella perdita del senso di comunità che conduce gli individui all’alienazione, al disimpegno nei confronti del sociale e alla frammentazione dell’integrità morale.

Fabio: Ovviamente la società in cui viviamo non è minimamente paragonabile a un branco di lupi selvaggi o ad un alveare, e sono d’accordo con l’idea che sia molto più facile essere individualisti in un contesto lavorativo.

Credo, però, che più vivo è il senso di appartenenza ad un’azienda, più la sentiamo nostra, più ci diamo da fare per la sua prosperità, più il nostro agire si allinea alle sue esigenze.

Ecco perché per ogni azienda e organizzazione, così come per qualsiasi altra entità, è importantissimo fare gruppo e creare questo forte senso di appartenenza.

La cosa fondamentale da imparare dalle api e dai lupi è che la ripicca non esiste. Esiste il confronto costruttivo, ma il duello è inutile, non conviene rovinarci tra di noi che facciamo parte della stessa squadra.

Sicuramente, poi, si fa fatica a ragionare in gruppo perché gli obiettivi sono molto più sfuocati…

 

Ufficio marketing: Cioè?

Fabio: La fatica che riscontriamo nel lavorare in gruppo è data dal fatto che i nostri obiettivi diventano più sfuocati.

Con ciò intendo dire che un dipendente singolo di un’azienda fa meno fatica a pensare solamente a sé stesso. Il punto di forza di una società, come Lavoropiù ad esempio, è “Dove vogliamo arrivare insieme?”

Qui subentra anche la figura del leader: nei lupi è la coppia Alfa e nelle api l’ape regina.

L’efficienza e la morale del gruppo sono strettamente connesse al modo in cui viene esercitata la funzione di controllo del capo.

Ogni singolo individuo, appartenente a un branco, a un alveare o a un’azienda, sa benissimo quali compiti deve svolgere giornalmente per il bene della comunità, perché è in grado di vedere solamente gli obiettivi a breve termine.

Il capo, invece, citando un verso della canzone “Il dirigente” del nostro collega Riccardo, ha “… il collo lungo come una giraffa”. Il capo è colui che ha il collo lungo come una giraffa perché è l’unico in grado di vedere gli obiettivi a lungo termine e deve essere la guida dei suoi collaboratori.

Dico guida per un valido motivo.

Il leader, se intelligente e saggio, non impone nulla con la forza, ma agisce nei confronti del gruppo in modo che siano i membri stessi a scegliere autonomamente di seguirlo e ascoltarlo.

Dal momento in cui ottiene la fiducia e la stima dei suoi collaboratori, il leader non ha bisogno di impartire e dare ordini, ma semplicemente di dare istruzioni, che possono comunque essere messe in discussione, criticate o migliorate, grazie al contributo del team che, interagendo in modo sinergico con il leader stesso, è in grado di fornire le soluzioni migliori ai problemi che si incontrano lungo la strada.